09 mag 2011

Habemus papam? - No, ego te absolvo




È l'umidore sulle dita dei fedeli a infastidirmi. Non ho mai tollerato l'impudicizia del corpo. La carne che deperisce, lo spettacolo vischioso delle piaghe che si aprono, il sangue che si rapprende e compatta in croste destinate a sbriciolarsi daccapo. Credo se lo ricorderà: qualche anno fa le persone colte parlavano di entropia: si illudevano con quella parola magica di esorcizzare il male, forse di renderlo interessante, esteticamente accettabile.

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