
Poco prima del suo diciottesimo compleanno, una giovane austriaca, Elisabeth Fritzl, venne per così dire “rapita” e rinchiusa dal padre in un bunker da lui stesso costruito sotto la propria abitazione. Era il 1979. Accadeva nel cuore dell’Europa, in un piccolo centro di un’Austria pocofelix ma abbastanza intontita e resa ottusa dal proprio benessere.
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