08 giu 2010


Domenica la Gabanelli ci ha mostrato questo documentario su e dalla Birmania. Non mancano immagini da storia dell'orrore. Ricordo che Alessandro Piperno, fighetto doc delle patrie lettere, di quel genere di evanescenti con la pochette giusta  e il nulla da dire che piacciono a D'Orrico, scrisse sul Corriere (il quotidiano che nasconde sotto le buone maniere - e nemmeno sempre - la stessa ferocia che Libero e il Giornale esibiscono senza più remore) che era colpito dal modo, mite ed elegante, in cui i monaci protestavano contro il loro governo. Mica come nelle manifestazioni italiane, con tutto quel casino e le grida e i morti ammazzati - vuoi mettere che sublime spettacolo di compostezza quando i morti ammazzati  sono monaci. Naturalmente Piperno questo raffinato pensierino lo aveva partorito nella sua comoda casa borghese fra una tirata di pipa e l'altra. Naturalmente Piperno non è il solo a farti venire il latte alle ginocchia - ieri in piazza a Roma contro il governo c'erano persino Sabrina Ferilli e C. De Sica, ma di scrittori neppure l'ombra. Gli scrittori italiani sono di solito impegnati a farsi le pippe ai festival. Ci tengono al marchio Einaudi e sanno che nessuno vende come Mondadori. Gli scrittori italiani vorrebbero essere Carlo Rossella. Lo sono.



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