James Jones
flaneri
Del titolo hanno avuto sentore in tanti, il film nell’Italia recente lo
hanno visto sicuramente molte meno persone, il libro da cui è tratto
qui da noi è quasi una novità. Quasi perché il romanzone Da qui all’eternità di
James Jones(1921-1977) finora circolava in una versione Oscar Mondadori
che, come quella americana, era scevra dei suoi contenuti più indigesti
a quella gran parte di pubblico che il racconto del mondo può
tollerarlo solo a patto che non si vada sino in fondo.

Il fatto è che in quelle basi militari il piacere stesso sembra
incapace di sottrarsi a un certa violenza di fondo. «La gente non sa che
cazzo succede in questa nazione», scriveva Jones.Il mondo visto da lì
galleggia sotto un cielo cupissimo. L’epica che ne viene fuori è guasta,
morbosa, dissonante. Le storie di questi uomini sono rudi ma
nonfacilmente chiuse nel loro ruolo militare. A partire da Robert
Prewitt, un trombettiere di talento ed ex pugile deciso a non salire più
sul ring, Jones disegnacon una costruzione robusta personaggi che
sembrano racchiudere il destino del mondo. Sentimenti e ambizioni dei
quali, velleità e sconfitte, forza e debolezza sono ricondotti alla loro
cifra essenziale: ecce homo e il suo destino. Amori sbagliati compresi.
La musica delle conversazioni fra soldati i più la conoscono da certa
cinematografia: «“Se tu andassi dal comandante, come ti dico io, e
dicessi anche una sola parola, resteresti. E vaffanculo al capo
trombettiere Houston”. “Sì, certo. E il frocetto di Houston sarebbe
sempre primo trombettiere. Inoltre, la pratica è già passata avanti.
Firmata, sigillata e consegnata”. “’Fanculo” ripeté Red disgustato. “Le
scartoffie firmate te le puoi attaccare sai bene dove, per quel che
valgono”».
Di sicuro non è uno stilista James Jones. La sua prosa non irretisce,
anzi si arrampica senza troppi scrupoli su un fraseggio comodo e
disadorno e si avvale di similitudini a volte scontate. Una scrittura al
servizio della storia, però.La forza di Jones sta nella sua
convinzione: parliamo di un narratore poco “letterato”, che molto ha
visto e sa raccontare(partecipò in prima persona a quelle vicende, così
come alla battaglia navale di Guadalcanal – non a caso è anche l’autore
de La sottile linea rossa). Ci sono scrittori così, di cose e
non di frasi; magari puoi storcere la bocca ogni tanto ma devi ammettere
che hanno ragione loro.su flaneri